Misura e riduci l'impatto ambientale dei rifiuti aziendali con la tracciabilità end-to-end
Secondo il 5° Rapporto sull’Economia Circolare, i rifiuti avviati a riciclo in Italia ha raggiunto il 72%, con un aumento di 8 punti percentuale negli ultimi dieci anni.
Questi dati, però, fanno riferimento all’ingresso degli scarti negli impianti di recupero, ma non indicano la quantità di materie prime secondarie che effettivamente ne derivano.
In altre parole, una quota dei rifiuti italiani viene inviata a impianti autorizzati al riciclo ma non tutti vengono adeguatamente riciclati per essere reimmessi nel circuito produttivo.
Ecco perché riciclare non basta: occorre tracciare bene i flussi di materia in entrata e in uscita dall'impresa, in modo da avere contezza di quali rifiuti sono stati prodotti, dove vengono inviati a recupero e quale valore economico viene generato.
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- Il riciclo in Italia: stato dell’arte e ostacoli alla valorizzazione degli scarti;
- Cos’è il CMU e come misura il grado di circolarità;
- Responsabilità Estesa del Produttore: la normativa spiegata;
- Tracciabilità degli scarti: come funziona e come integrarla nel modello di business;
- Il caso di successo Italferr e il progetto Terre Circolari.
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I plus dell’Economia Circolare
Approfondisci perché l’applicazione dei principi di circolarità va oltre il semplice riciclo e quali benefici qualitativi e quantitativi ci sono per le imprese.

La tracciabilità di filiera
Approfondisci come funziona la tracciabilità di rifiuti, sottoprodotti e End-Of-Waste grazie a modelli di calcolo avanzati e sistemi di geolocalizzazione.

Il caso di successo Italferr
Approfondisci la strategia realizzata per Italferr - parte del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane – per massimizare il recupero delle risorse con la tracciabilità end-to-end.

